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AL VIA “ZERO IL FOLLE IN TOUR”, GIÀ 14 SOLD OUT

31/10/2019/in italpress.com, Mondo Pallamano

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AL VIA “ZERO IL FOLLE IN TOUR”, GIÀ 14 SOLD OUT

ROMA (ITALPRESS) – “Zero il folle in tour”, la nuova tournée di Renato Zero, parte domani, venerdì 1° novembre, con la prima di sei date sold out al Palazzo dello Sport di Roma.
L’artista torna live nei principali palasport italiani per proporre uno show nel quale, oltre ad attingere dal suo storico repertorio, presenta dal vivo anche il nuovo album di inediti “Zero il folle”. Il tour ha già registrato 14 sold out.
Il disco “Zero il folle” è disponibile in digitale, in formato Cd e in formato Lp.
(ITALPRESS).

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LA OCEAN VIKING A POZZALLO, AL VIA LO SBARCO

31/10/2019/in italpress.com, Mondo Pallamano

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LA OCEAN VIKING A POZZALLO, AL VIA LO SBARCO

E’ finita dopo 11 giorni l’odissea per i 104 migranti della nave Ocean Viking che è arrivata al porto di Pozzallo. A bordo ci sono anche 41 minori, anche se il dettaglio sui numeri si avrà al termine della procedura di identificazione. I migranti provengono per la maggior parte da Costa d’Avorio, Mali, Bangladesh, Nigeria, Sudan, Guinea e Camerun. Ieri è arrivato l’ok da parte del Viminale che ha anche comunicato la positiva chiusura della procedura di ricollocazione in base al pre-accordo raggiunto nel corso del vertice di Malta. Francia e Germania, in particolare, accoglieranno 70 migranti. “Per le navi delle ONG straniere cariche di immigrati ricomincia la pacchia – ha invece commentato il leader della Lega ed ex ministro dell’Interno Matteo Salvini – sindaci e governatori della Lega diranno di NO ad ogni nuovo arrivo di clandestini”.
(ITALPRESS).

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IN SICILIA ULTIMA TAPPA DEL SUBARU4FUN

31/10/2019/in italpress.com, Mondo Pallamano

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IN SICILIA ULTIMA TAPPA DEL SUBARU4FUN

Il Subaru4Fun conclude l’anno con il quarto raduno, per la prima volta in terra siciliana, con grande partecipazione degli appassionati della Casa delle Pleiadi.

Domenica si è tenuto l’ultimo appuntamento dell’anno del Subaru4Fun e, come per le precedenti tappe, si è trattato di una prima volta. Dopo l’evento riservato ai possessori di WRX STI e Impreza sulla pista di Modena, e i raduni sulle colline delle Langhe e nel Nord Est tra Veneto e Friuli, questa volta il club dei subaristi si è ritrovato a Palermo.
Ben 26 Subaru, tra XV, Forester e Outback, e 57 partecipanti sono stati i protagonisti di una giornata iniziata con la visita alla cantina Duca di Salaparuta, dove hanno potuto scoprire i più moderni metodi di vinificazione di un’azienda con quasi 200 anni di storia e degustarne i prodotti.

Da qui la carovana si è avviata verso il Monte Caputo, un piccolo massiccio dei Monti di Palermo, alle cui pendici sorge Monreale, sesto comune italiano per estensione territoriale. Tra i boschi che si dispiegano sul pendio i subaristi, con i preziosi consigli dei piloti della Subaru Driving School, hanno messo alla prova le capacità fuoristradistiche delle proprie vetture e ammirato il panorama della Conca d’Oro che si estende ai piedi del promontorio.

La discesa ha condotto i partecipanti verso Mondello, uno dei lidi più ambiti della Sicilia, per un pranzo in riva al mare in una raffinata villa liberty, stile che contraddistingue l’architettura del luogo. La premiazione e i saluti finali sono stati la chiosa di un raduno ricco di calore e passione.

Con questo evento si è concluso il terzo anno di vita del Subaru4Fun. I quattro raduni del 2019 hanno visto la partecipazione di ben 69 equipaggi e 157 subaristi entusiasti dei luoghi visitati e delle strade percorse, tutti pronti a rivivere ancora un’esperienza che unisce.

I numeri del club alla fine del terzo anno di attività parlano di 10 appuntamenti totali on-road e off-road, con la presenza di 176 Subaru che hanno condotto 371 appassionati a scoprire le meraviglie del territorio italiano, comprese quelle nascoste e poco conosciute.
(ITALPRESS).

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https://www.ariostopallamano.it/wp-content/uploads/2019/10/subaru.jpg 375 600 ariostopallamano https://www.ariostopallamano.it/wp-content/uploads/2024/12/ariosto-pallamano-logo-sito-2024-25.jpg ariostopallamano2019-10-31 11:56:162019-10-31 11:56:16IN SICILIA ULTIMA TAPPA DEL SUBARU4FUN

PRESENTATO L’ELECTRICITY MARKET REPORT 2019

31/10/2019/in italpress.com, Mondo Pallamano

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PRESENTATO L’ELECTRICITY MARKET REPORT 2019

Ampliare la platea di soggetti che possono partecipare al Mercato per i servizi di dispacciamento (Msd) è una delle strategie adottate dal nostro Paese per raggiungere gli obiettivi di sviluppo del sistema elettrico al 2030 definiti dal Pniec, il Piano nazionale integrato per l’energia e il clima. Si tratta di un’iniziativa già in sé rilevante che si inserisce in un profondo e più ampio ridisegno dell’attività di dispacciamento, il quale ha visto un momento fondante nella pubblicazione del documento per la consultazione sul nuovo testo integrato del dispacciamento elettrico (Tide) da parte di Arera, avvenuta il 25 luglio scorso.
Gli operatori hanno subito risposto alla novità in maniera incoraggiante: sono state abilitate a partecipare al MSD nuove risorse per oltre 1.100 MW di capacità complessiva, che corrispondono a circa 150 unità ‘virtuali’. Sono le cosiddette Uvam – Unità virtuali abilitate miste – composte da unità di produzione, di consumo o miste. La sfida è ora quella di andare oltre i progetti pilota e far diventare queste risorse una componente strutturale per la gestione del sistema elettrico, massimizzando il rapporto tra benefici e costi.
All’analisi del mercato elettrico italiano, delle sue evoluzioni più recenti e delle sue prospettive è dedicato l’Electricity Market Report 2019, redatto dall’Energy&Strategy Group della School of Management del Politecnico di Milano. Il report, giunto alla sua terza edizione, ha cercato di scattare una fotografia il più possibile nitida di un settore in grande fermento, coinvolgendo come sempre nella ricerca numerosi ed autorevoli partner.

“E’ chiaramente urgente una riforma organica dell’attività di dispacciamento, a partire dall’allargamento dei soggetti abilitati a fornire servizi di regolazione – commenta Vittorio Chiesa, direttore dell’E&S Group della School of Management del Politecnico di Milano -. Si tratta di un percorso che l’Autorità ha intrapreso da alcuni anni e che ha visto una tappa fondamentale nel DCO pubblicato il 25 luglio scorso. Con Terna si sono avviati diversi progetti pilota per aprire il Mercato dei servizi di dispacciamento a nuovi soggetti, introducendo le Unità Virtuali Abilitate (UVA) – unità di consumo e di produzione, compresi i sistemi di accumulo, aggregati per partecipare al MSD – e la figura dell’aggregatore, in grado di abilitare alla partecipazione le unità non ammesse in precedenza. Una novità cruciale all’interno del sistema elettrico”. “Spetta ora ai policy maker, con il supporto di tutti gli operatori di settore, delineare un contesto che massimizzi il rapporto fra benefici e costi per il sistema Paese associato alla diffusione delle unità virtuali”, aggiunge Chiesa.

La necessità di raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione del sistema energetico che il nostro Paese si è dato sta producendo grandi cambiamenti, come la diffusione delle fonti rinnovabili non programmabili, cioè eolico e fotovoltaico, passate nell’ultimo decennio da meno di 5 GW (2008) a più di 30 GW (2018) di capacità installata e destinate ad arrivare a circa 39 GW di nuovi impianti entro il 2030. Altri fattori che stanno radicalmente modificando la fisionomia del sistema elettrico sono la riduzione della capacità installata di impianti termoelettrici (da 77 GW nel 2013 a 62 GW nel 2018, -20%) e la cosiddetta “elettrificazione” dei consumi, cioè l’uso dell’elettricità – di conseguenza maggiormente utilizzata – nel riscaldamento o nei trasporti, con l’introduzione di nuovi attori all’interno del sistema, come i veicoli elettrici.
Una delle principali iniziative messe in atto in Italia per gestire le dinamiche evolutive del sistema elettrico riguarda, come detto, l’ampliamento dei soggetti che possono offrire servizi di regolazione, reso possibile dalla delibera 300/2017. Si sono avviati numerosi progetti pilota, introducendo le Unità Virtuali Abilitate (UVA) – unità di consumo e di produzione, compresi i sistemi di accumulo, aggregati per partecipare al MSD – e la figura dell’aggregatore, in grado di abilitare alla partecipazione le unità prima non ammesse.
Tra i diversi tipi di aggregati troviamo le UVAC (aggregazioni di unità di consumo), le UVAP (aggregazioni di unità di produzione non rilevanti, inclusi i sistemi di accumulo) e le UVAM, aggregazioni “miste” in cui da novembre sono confluite le altre due. Un’iniziativa regolatoria che ha dato ottimi frutti, se si pensa che nel progetto pilota UVAM risultano abilitate a partecipare al MSD nuove risorse per un totale di 1.156,5 MW.

Un altro progetto pilota promosso a seguito della Delibera 300/2017 riguarda le UPI (Unità di Produzione Integrate), unità di produzione rilevanti integrate a sistemi di accumulo che hanno la possibilità di fornire servizio di regolazione primaria della frequenza e che ad oggi hanno abilitato una potenza complessiva di 27,7 MW, cioè quasi tutto il contingente definito da Terna (30 MW).
A partire dal gennaio 2019 per le UVAM sono state predisposte delle aste di approvvigionamento a termine delle risorse, con cui Terna si assicura una determinata capacità disponibile a fornire servizi di dispacciamento. Per l’anno 2019 è stato individuato un contingente pari a 1.000 MW, diviso in due aree: 800 MW per l’Area di Assegnazione A (Nord Italia e Centro-Nord) e 200 MW per l’Area di Assegnazione B (Sud, Centro-Sud, Sicilia e Sardegna). Le assegnazioni sono effettuate tramite aste al ribasso.
Guardando ai risultati, le quantità assegnate mostrano un andamento crescente, indice del forte interesse degli operatori verso il prodotto a termine e in particolare verso l’Area A, soprattutto nei primi mesi dell’anno. Negli ultimi mesi si è però raggiunto un sostanziale allineamento nelle due Aree: a ottobre l’Area A aveva un tasso di ‘saturazione’ del contingente pari al 97%, l’Area B pari all’85%. Dal punto di vista economico, il corrispettivo fisso nei primi mesi dell’anno non si è significativamente discostato dalla base d’asta, pari a 30.000 €/MW/anno, mentre nelle aste tenutesi a ottobre, con l’avvicinarsi della saturazione del contingente, il corrispettivo fisso è sceso nell’Area A su valori di poco superiori a 28.000 €/MW/anno.

Queste iniziative hanno coinvolto 27 operatori (BSP) che hanno partecipato alle procedure di approvvigionamento a termine nel corso dei primi 10 mesi del 2019 e che sono via via cresciuti di numero: dai 12 attivi nelle aste di gennaio ai 24 di maggio. Dal punto di vista geografico, si nota una significativa polarizzazione degli operatori (90%) nell’Area A: solo l’11% opera esclusivamente nell’Area B, poco meno del 30% lo fa in entrambe le aree.
Dal punto di vista dimensionale, solo 4 soggetti hanno creato un portafoglio di UVAM con una dimensione complessiva superiore a 100 MW, altri 4 si sono attestati su misure intermedie (tra 20 e 100 MW) e i restanti 19 su quantità ridotte (meno di 20 MW).
Per quanto riguarda invece le caratteristiche costitutive delle UVAM che hanno partecipato al progetto pilota, delle 156 abilitate a fine agosto 2019 il 71% risulta composto da un unico POD, il 15% da due, per un totale di 256 POD coinvolti. Dei 233 impianti di generazione che partecipano alle UVAM, circa due terzi sono termoelettrici, seguiti dagli idroelettrici. L’utilizzo di queste risorse da parte di Terna appare però limitato, perché sono stati movimentati dalle UVAM solo 556,5 MWh “a salire” nei primi sette mesi di sperimentazione, divisi in 76 diverse attivazioni. A queste si aggiungono 2 chiamate “a scendere”, per un totale di 36,5 MWh, entrambe relative allo stesso aggregato. Considerato che siamo ancora in una fase sperimentale, i risultati possono ritenersi soddisfacenti, posto che in circa due terzi dei casi è stata fornito almeno il 70% della quantità di energia accettata.

L’analisi degli aggregatori attivi in Italia (12 BSP, cui si riferisce il 74% dell’attuale capacità contrattualizzata a termine) ha delineato 4 cluster di business model: “Pure Aggregator”, cioè chi svolge esclusivamente il ruolo di BSP e si serve di uno o più provider tecnologici per la fornitura dell’infrastruttura tecnologica necessaria a creare e gestire una UVAM; “Technology-driven Aggregator”, cioè tutti gli operatori che, oltre a svolgere il ruolo di BSP, hanno deciso di sviluppare internamente la piattaforma di gestione e, in taluni casi, l’infrastruttura tecnologica necessaria per la realizzazione di un UVAM; “Client-driven Aggregator”, cioè chi ha una relazione con i proprietari di asset che potrebbero partecipare alle UVAM, o li possiede direttamente, ma non copre le fasi relative all’infrastruttura tecnologica; infine, “Fully-integrated Aggregator”, ossia gli operatori che hanno deciso di investire nello sviluppo delle tecnologie necessarie per creare un UVAM e che sono anche in grado di coinvolgere i clienti, in genere grazie a una relazione pregressa.
Non è emerso un modello di business di riferimento, ma quello più ricorrente appare essere il “customer driven”, a testimonianza dell’importanza del cliente in questa prima fase di sviluppo di mercato. D’altro canto, molti operatori non hanno ritenuto opportuno presidiare la parte tecnologica, nonostante sia diffuso il parere che la piattaforma possa rappresentare in futuro un elemento distintivo per un BSP.
Per valutare le ricadute della diffusione delle unità virtuali sul sistema Paese è stata stimata quale sia la capacità totale di modulazione delle UVAM economicamente sostenibile per il BSP e gli asset owner, a partire da tre possibili livelli di penetrazione delle UVAM e al variare delle condizioni al contorno (presenza e ammontare del corrispettivo fisso e prezzo medio di remunerazione dell’energia movimentata su MSD).

Sulla base delle elaborazioni precedenti, sono stati identificati 2 scenari di diffusione della UVAM nel nostro Paese a partire dai quali sono stati stimati il volume d’affari e le altre ricadute economiche: nel primo caso, si avrebbe una capacità di modulazione delle UVAM pari a 4,5 GW (in corrispondenza di un prezzo medio dell’energia movimentata su MSD pari a 100 €/MWh; nel secondo, si avrebbe una capacità massima di modulazione delle UVAM pari a 13,4 GW (in corrispondenza di un prezzo medio dell’energia movimentata su MSD pari a 200 €/MWh).
Dall’analisi emerge che, a fronte di investimenti tutto sommato limitati in valore assoluto – tra i 20 e i 50 milioni di euro – che rappresentano un introito per le imprese della filiera, il sistema elettrico potrebbe dotarsi di diversi GW di unità virtuali economicamente sostenibili dal punto di vista dei BSP. Ciò determinerebbe inoltre ricadute positive per lo Stato sotto forma di incremento del gettito fiscale, stimabili tra i 6 e i 17 milioni.
Rimane tuttavia evidente la necessità di creare un opportuno contesto affinché queste iniziative risultino convenienti anche per gli asset owner. Le elaborazioni effettuate mostrano che la presenza del corrispettivo fisso consente di incrementare notevolmente i costi massimi di modulazione sostenibili dagli asset owner, i quali ad esempio passano da 45 €/MWh a 127 €/MWh nel primo scenario, aumentando così la platea di soggetti disposti a fornire “flessibilità”.
Spetta dunque ai policy maker, con il supporto degli stakeholder del sistema elettrico, affrontare la sfida di delineare un contesto che massimizzi il rapporto fra benefici e costi per il sistema Paese associato alla diffusione delle unità virtuali, sulla cui rilevanza cruciale all’interno del sistema elettrico ormai pochi dubitano.

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IN ITALIA A SETTEMBRE 32 MILA OCCUPATI IN MENO

31/10/2019/in italpress.com, Mondo Pallamano

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IN ITALIA A SETTEMBRE 32 MILA OCCUPATI IN MENO

ROMA (ITALPRESS) – A settembre secondo l’Istat gli occupati in Italia sono scesi di 32 mila unità rispetto ad agosto, mentre il tasso di occupazione resta stabile al 59,1%.
L’occupazione aumenta tra gli under 35 (+16 mila) mentre cala da 35 anni in poi (-49 mila). L’andamento è la sintesi della crescita dei dipendenti a termine (+30 mila) e della diminuzione sia dei permanenti (-18 mila) sia degli indipendenti (-44 mila). Le persone in cerca di occupazione sono in aumento (+3%, pari a +73 mila unità nell’ultimo mese). Il tasso di disoccupazione sale al 9,9% (+0,3 punti percentuali). La stima complessiva degli inattivi tra i 15 e i 64 anni a settembre è in calo (-0,6%, pari a -77 mila unità) per entrambe le componenti di genere.
Il tasso di inattività scende al 34,3% (-0,2 punti percentuali).
Su base annua l’occupazione risulta in crescita (+0,5%, pari a +111 mila unità). L’espansione riguarda sia donne sia uomini e tutte le classi d’età fatta eccezione per i 35-49enni. La crescita nell’anno è trainata dai dipendenti (+226 mila unità nel complesso) e in particolare da quelli permanenti (+214 mila), mentre calano gli indipendenti (-115 mila).
(ITALPRESS).

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Tg News ore 9.30 – 31/10/2019

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Tg News ore 9.30 – 31/10/2019

Tg News ore 9.30 - 31/10/2019

Nuova edizione del Tg News

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GOVERNO, PER IL 50% DEGLI ITALIANI BISOGNEREBBE TORNARE AL VOTO

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GOVERNO, PER IL 50% DEGLI ITALIANI BISOGNEREBBE TORNARE AL VOTO

ROMA (ITALPRESS) – Secondo un sondaggio EMG Acqua presentato ad Agorà, su Rai3, dopo le elezioni in Umbria, per il 50% degli italiani si dovrebbe tornare al voto, mentre per il 38% degli elettori totali il Governo dovrebbe arrivare alla fine della legislatura. Il 9% degli elettori totali si esprime a favore dell’ipotesi di fare un altro Governo.
Inoltre, per il 66% degli elettori del Movimento 5 Stelle in futuro il movimento deve “non allearsi con nessuno, a costo di non governare”, per il 14% “allearsi di volta in volta con chi è d’accordo con i punti del loro programma”. Per l’8% degli elettori M5S bisogna “allearsi solo con il centrosinistra”, e per il 6% “allearsi solo con la Lega”.
Alla domanda: “Il centrodestra dice che dopo il voto in Umbria il Governo è delegittimato. È d’accordo”? Gli intervistati totali si sono divisi a metà: il 46% ha risposto “sì” e il 46% “no”.
(ITALPRESS).

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FCA-PSA, NASCERÀ UN NUOVO GRUPPO PARITARIO

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FCA-PSA, NASCERÀ UN NUOVO GRUPPO PARITARIO

TORINO (ITALPRESS) – I gruppi Fca e Psa, in una nota confermano di star progettando di unire le forze per creare un leader mondiale in una nuova era della mobilità sostenibile.
Dopo le indiscrezioni di martedì sera e la conferma dei colloqui arrivata ieri, le due società rendono noto che le discussioni in corso aprono la strada alla creazione di un nuovo gruppo di dimensioni e risorse globali, detenuto al 50% dagli azionisti di Groupe PSA e al 50% dagli azionisti di FCA.
La società risultante dalla fusione farà leva sulla sua forza nella ricerca e sviluppo e sul suo ecosistema globale per accelerare l’innovazione e affrontare queste sfide con agilità ed efficienza negli investimenti. L’aggregazione creerebbe il quarto costruttore automobilistico al mondo per vendite annuali per 8,7 milioni di veicoli.
Inizialmente la società risultante dalla fusione beneficerebbe di margini tra i più elevati nei mercati ove presente, sulla base della solidità di FCA in Nord America e in America Latina e quella di Groupe PSA in Europa. Sinergie annuali a breve termine del nuovo gruppo sono stimate in circa 3,7 miliardi di euro, senza chiusure di stabilimenti.
(ITALPRESS).

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Come diventare chef

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Come diventare chef

Complice anche l’avvento di una lunga serie di trasmissioni televisive dedicate al mondo culinario, sono sempre di più i giovani italiani che si stanno domandando come diventare chef.

Ebbene, abbiamo una notizia non proprio positiva da darti: la passione per la cucina è importante ma… non può essere l’unico requisito di cui devi dotarti se vuoi diventare chef. Scopriamo insieme che cosa ti serve!

La scuola

In primo luogo, contrariamente a quanto qualcuno potrebbe suggerirti, non è certo necessario essere diplomato in un istituto professionale per servizi alberghieri per poter diventare chef.

È tuttavia vero che una buona formazione conseguita in questi istituti può fungere da punto di partenza qualificato per poter entrare nel mondo del lavoro più celermente e con minori “traumi”.

In particolare, già dopo i primi tre anni di studio si otterrà la qualifica professionale che permette di accedere al mondo del lavoro, mentre se si proseguono gli studi per altri due anni, si otterrà il diploma di maturità e la qualifica professionale di tecnico dei servizi di ristorazione o tecnico dei servizi turistici, a seconda della strada intrapresa.

Le specializzazioni

Fermo restando quanto sopra introdotto, se vuoi ottenere un migliore specializzazione in termini formativi, puoi iscriverti in un corso universitario, come quello della gestione dei servizi turistici, o di economia del turismo. Anche in questo caso, è bene che tu sappia che non si tratta di strade obbligate: molto spesso è sufficiente dotarsi di una buona specializzazione “alberghiera”, come quella che puoi ottenere al termine del primo triennio di studi nell’istituto di cui sopra, ovvero operatore di cucina, operatore di sala e bar, e operatore di ricevimento.

Questi percorsi ti permetteranno di ottenere conoscenze utili su alimenti e tecniche di cucina, permettendoti di ottenere una cultura personale e culinaria che non ti sarà comunque sufficiente, visto e considerato che dovrai affinarle con formazioni e tirocini successivi.

Tieni anche conto che puoi benissimo saltare tutto quanto sopra riassunto, e optare per una scuola privata. Nel nostro Paese ci sono delle scuole di cucina note in tutto il mondo, e ti potranno certamente aprire le porte per una formazione di grandissimo livello internazionale.

Tanta gavetta

Considerato poi che non basta lo studio per diventare chef, il nostro suggerimento è quello di iniziare fin da subito con la gavetta. Ti sarà molto utile, ti permetterà di apprezzare sacrifici e meriti del lavoro, e di darti delle nuove responsabilità che riuscirai a portare sempre dietro con te.

Ricorda poi che tra cuoco e chef c’è una grossa differenza terminologica e… non solo. Generalmente il termine “cuoco” viene utilizzato per individuare “chi cucina”, in un bar, in un ristorante o in un qualsiasi locale in cui si servono i piatti. Di contro, lo chef è generalmente colui che ha ottenuto una esperienza e una competenza di livello superiore, e per capacità e conoscenze può dunque ritenersi non certo un “entry-level” nel mondo della cucina.

In fase conclusiva, ricongiungiamoci con quanto abbiamo affermato in apertura. La sola passione non ti sarà sufficiente per poterti costruire una carriera da chef, ma la riteniamo comunque un elemento fondamentale, che dovrai rivitalizzare, giorno per giorno, permettendoti così di poter sostenere una carriera che ci auguriamo sia la più brillante possibile.

Dunque, non dimenticare mai di aggiornarti, di studiare, di sperimentare e di guardare con curiosità alle “altre cucine”. Spesso è proprio da questa curiosità che otterrai le migliori soluzioni per poter strutturare un nuovo menu o una nuova tecnica culinaria che potrà avvicinarti al successo che stai cercando tra i fornelli. E, magari, ti permetterà di arrivare ai premi e ai riconoscimenti più ambiti, come le Stelle della Guida Michelin!

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Tg Sport ore 8.30 – 31/10/2019

31/10/2019/in italpress.com, Mondo Pallamano

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Tg Sport ore 8.30 – 31/10/2019

Tg Sport ore 8.30 - 31/10/2019

Nuova edizione del Tg Sport

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